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L’ambiente è una questione di vitale importanza per le generazioni future. E’ anche un tema di fortissima attualità, come testimoniano il dibattito sulla carbon tax e il prossimo vertice 2013 sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite che si svolgerà in Polonia, facendo seguito all’incontro di Doha nel 2012; in questa occasione, si tenterà di raggiungere un nuovo accordo internazionale per la lotta ai cambiamenti climatici. L’obiettivo è continuare il percorso iniziato con il Protocollo di Kyoto, la cui prima fase si è conclusa nel 2012.

Il trasporto aereo e il cambiamento climatico:

La temperatura media sulla superficie della Terra è aumentata di circa 0.7°C  nel corso del 20simo secolo. Studi recenti hanno stimato che ci possa essere un ulteriore riscaldamento, compreso tra 1,1°C e 6,4°C, entro la fine del secolo. In generale, il clima sarà sempre più instabile e si caratterizzerà per un marcato aumento della frequenza, intensità e durata di eventi metereologici estremi.

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Che parte di responsabilità hanno le compagnie aeree in questo processo di cambiamento climatico? 

Quali sono le azioni concrete messe a punto dalle compagnie aeree per limitare l’impatto ambientale? 

Qual è la quota di emissioni di gas serra legate ai viaggi per turismo? 

Il trasporto aereo è spesso indicato come maggior emossore di CO2. In realtà, questa affermazione è falsa. Se l’insieme dei trasporti via mare, aria, treno incide per il 27% delle emissioni a effetto serra, l’organizzazione Mondiale del Turismo precisa che l’industria del turismo genera nel suo congiunto il 5% di gas serra:

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  • il 3% di emissioni di gas serra sono legate ai viaggi aerei
  • il settore del trasporto aereo rappresenta il 2 % delle emissioni totali di gas serra, che diventeranno il 3 % nel 2050.

Emissioni di CO2 : il settore aereo mira alla crescita zero nel 2020.

L’Associazione internazionale del trasporto aereo (IATA) ha come ambizione quella di fare del settore aereo un business neutro in carbone. In media, le compagnie aeree stanno diminuendo le loro emissioni tra l’ 1,5 % e il 2 % per anno. La diminuzione ha raggiunto il suo massimo nel 2009 (7%), a causa sia della crisi economica che di altre misure intraprese per il risparmio energetico.

Secondo Paul Steele, responsable IATA per l’ambiente, è necessario agire su 4 fronti per la riduzione delle emissioni: gli investimenti tecnologici, le procedure aeree, il miglioramento delle infrastrutture e una migliore gestione economica.

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♦ Dal lato tecnologico, i nuovi apparecchi permettono di ridurre il consumo di carburante del 25/30%, con probabile ulteriore futuro calo nei prossimi anni.
♦ La IATA vuole investire soprattutto sui biocarburanti di nuova generazione, che permetteranno di abbassare le emissioni di un 80%, stima Giovanni Bisignani.

Tutti gli attori della filiera del turismo, soprattutto compagnie aeree, aeroporti e organizzazioni dell’aviazione, si sono mobilitate negli ultimi anni per trovare soluzioni rispettose dell’ambiente e al tempo stesso economicamente sostenibili per i viaggiatori. Ecco come stanno agendo per ridurre il loro impatto ambientale:

  • le compagnie aeree hanno risparmiato 44,5 milioni di tonnellate di CO2 tra 2009 e 2012, pari a 7,7 miliardi di dollari in costo di cherosene.
  • alcune compagnie aeree come Brussels Airlines hanno dimunito la velocità dei voli europei per economizzare in carburante.
  • le piattaforme aeroportuali stanno sviluppando tecnologie per migliorare la lotta all’inquinamento e diminuire  il consumo di carburante del velivolo. E’ il caso dell’eco pista a Roissy-Charles de Gaulle.
  • La IATA inaugura nuove rotte più brevi per gli aerei.

La classifica verde delle compagnie aeree

Alcune delle più grandi compagnie aeree sono particolarmente interessate a ridurre le loro emissioni di CO2.

1. Air France

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L’ambiente è una priorità per il gruppo Air France– KLM.

La compagnia offre ai suoi clienti la possibilità di compensare le emissioni di CO2 legate al loro viaggio attraverso l’associazione GoodPlanet e il suo programma Action Carbone. Air France-KLM sostiene due progetti:
– la fabbricazione di carbonio “verde” a partire da residui agricoli nella regione di Saint Louis in Senegal
– la diffusione di cisterne di biogas nel distretto di Weining in Cina.

Il rinnovamento della flotta è un mezzo essenziale per affrontare il cambio climatico, grazie alla riduzione della quantità di CO2 prodotta; gli aerei moderni hanno infatti una migliore efficienza energetica. Nel 2010, Air France ha acquistato nove nuovi aerei, e nove di quelli antichi sono stati ritirati. Nei prossimi 5 anni, la compagnia ha previsto di investire 4,5 miliardi di euro per l’ammodernamento della sua flotta.

Air-France-KLM sostiene programmi di ricerca nel settore delle energie rinnovabili, come nel campo dei biocarburanti destinati all’aviazione.

2. British Airways

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La compagnia britannica è impegnata nella riduzione del suo impatto ambientale.

British Airways si è imposta l’obiettivo di ridurre del 25% il suo apporto in termini di CO2 da qui al 2025, investendo in biocarburanti in collaborazione con Rolls Royce e in materiali più rispettosi dell’ambiente. BA ha già ridotto le emissioni di carbonio del 28% dal 1990.

Il suo piano di riduzione del carbonio comprende vari progetti:
– il rinnovo della flotta con l’acquisto di 12 Airbus A380 e 24 Boeing 787 Dreamliners, meno inquinanti dei velivoli ora in uso.
– un programma per agevolare lo sviluppo di impianti eolici e energia idroelettrica in Cina e Brasile.

3. Tap Portugal

TAP Portugal

Dal 5 giugno 2009, la compagnia portoghese offre ai propri clienti, al momento della prenotazione online, la compensazione delle emissioni di carbonio generate dal loro viaggio. Oltre alle informazioni relative alla quantità di CO2 generata dal volo, il sito dice tutto quello che c’è da sapere sui programmi in corso e in quale di questi sarà investito il contributo del cliente.
TAP Portugal ha selezionato un progetto che ha a che fare con le energie rinnovabili: il progetto idroelettrico Aquarius a Itiquira, nello stato del Mato Grosso in Brasile. Sostituendo parzialmente l’elettricità prodotta a partire da petrolio o carbone, il progetto ha ridotto l’emissione media annuale di gas serra nella misura di 15.000 tonnellate di CO2 all’anno.

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