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Non ce l’ha fatto il lupo Navarre, salvato il 9 gennaio scorso dalle gelide acque del fiume Limentra, nel bolognese. In stato di ipotermia, denutrito, con 35 pallini di piombo nel corpo e gli arti ineriori paralizzati, era stato tirato fuori dal torrente, curato e poi accudito amorevolmente dai volontari del centro di recupero fauna selvatica di Monte Adone. Sembrava stare sempre meglio, aveva ripreso peso, la coordinazione dei movimenti era buona e le condizioni generali facevano ben sperare. Curioso, vivace e reattivo, era a un passo dal tornare alla sua vita nei boschi, libero, quando un improvviso malessere ne ha causato la morte. Una notizia triste per tutti coloro che avevano partecipato all’incredibile salvataggio e alle successive amorevoli cure riservate ad una specie sempre più in pericolo sulle nostre montagne. E’ di poco tempo fa infatti la notizia del ritrovamento di un altro giovane lupo sull’appennino, investito da una macchina.

Lupo Navarre

Con tanti sacrifici, e grazie anche all’intervento e all’aiuto delle moltissime persone che non l’hanno mai abbandonato, il Centro Monte Adone aveva ricreato per Navarre 1.200 mq di recinto con bosco, prato, un rifugio tra le rocce e una vera sorgente da cui bere. L’uomo era una presenza discreta, che standosene in disparte controllava i progressi del lupo attraverso una telecamera.

Vi raccontiamo questa storia per due motivi. Il primo è per sensibilizzare al rischio di estinzione che corre il lupo, decimato dagli anni ’70 ad oggi dal bracconaggio e minacciato da un disegno poco lungimirante delle aree naturali che dovrebbero proteggerlo. Il lupo cattivo, il nemico di Bianca Neve, da sempre oggetto di preconcetti e paure, è in realtà un animale schivo e pauroso che chiede solo di essere lasciato in pace.

Il secondo è che quello di Navarre è stato un salvataggio molto speciale. Le volontarie del Centro infatti, dopo essersi gettate nel fiume gelido, per riportare il lupo a riva, avevano praticato al povero animale in condizioni veramente critiche, un massaggio cardiaco e la respirazione bocca-bocca. Tra l’incredulità generale, il cuore del lupo aveva poi miracolosamente ripreso a battere. Commoventi, emozionanti e autentiche nella loro semplicità, le immagini del salvataggio hanno fatto il giro del web. E insegnano, nonostante il triste epilogo di questa storia, una lezione preziosa: il rispetto per qualsiasi vita.

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