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Oggi è il 25 aprile, giornata simbolo della libertà, dell’orgoglio nazionale e della fine del periodo più buio della nostra storia recente, quello del ventennio fascista. E noi vogliamo ricordare la data che ha segnato il termine della seconda guerra mondiale e dell’occupazione tedesca dell’Italia, così importante per la memoria e l’identità collettiva, da viaggiatori quali siamo. Per questo vi proponiamo un percorso attraverso alcuni dei luoghi più importanti della Resistenza Italiana: borghi, vallate, città, castelli che da una punta all’altra della penisola ci ricordano la tenace ribellione e il sacrificio di chi cercava di resistere o di chi semplicemente fu vittima di un’ingiustizia.

Abbazia della Benedicta, Bosio (Genova)

abbazia benedicta
source: wikimedia commons

Questa antica abbazia situata nel cuore dell’Appennino Ligure, non lontano da Genova, fu teatro il 7 aprile 1944 di un eccidio nazifascista, che costò la vita a 147 partigiani. Ogni anno questa triste ricorrenza si ricorda con una manifestazione promossa dall’associazione “Memoria della Benedicta”.

Museo Cervi, Gattatico (Reggio Emilia)

museo cervi
source: faciovive.it

A pochi chilometri dalla Via Emilia, tra Parma e Reggio, sorge questa grande casa colonica che ospita al suo interno un museo della Resistenza e della storia del movimento contadino; qui abitava la famiglia Cervi, tristemente famosa per la fucilazione dei 7 fratelli, figli di Alcide Cervi, da parte dei fascisti il 28 dicembre 1943. Il museo organizza attività didattiche, espositive e di ricerca e qui si possono trovare testi di approfondimento sulla guerra e la Resistenza.

Castiglione di Sicilia

castiglione di sicilia
source: Elena Eriksson/flickr.com

E’ in questo piccolo comune della provincia di Catania che tra le giornate del 12 e 14 agosto 1943 si consumò una strage nazista che costò la vita a 16 persone. Si trattò della prima strage nazista compiuta in Italia e diede origine a molte polemiche sul mancato intervento di esercito e autorità italiane verso quelli che all’epoca erano ancora gli alleati tedeschi. Castiglione è considerato tra i borghi più belli d’Italia ed è uno dei comuni del Parco dell’Etna e del Parco Fluviale dell’Alcantara e merita assolutamente una visita oltre che per il valore storico anche per quello paesaggistico.

Padule di Fucecchio (Pistoia/Firenze)

padule di fucecchio
source: Patrizio Angius/flickr.com

Il Padule di Fucecchio è la più grande palude interna italiana, una vasta area pianeggiante che comprende i comuni di Cerreto, Guidi, Fucecchio, Larciano, Monsummano e Ponte Buggianese. E’ qui che uno dei reparti della 26ª direzione corazzata tedesca uccise, il 23 agosto del 1944, 174 civili. L’attacco, giustificato come una caccia ai partigiani, ebbe in realtà come obiettivo solo uomini, donne e bambini innocenti, in maggioranza provenienti dalle province di Pistoia e Firenze e che avevano lasciato le loro case per paura dei bombardamenti. E’ possibile visitare la Riserva Naturale del Padule di Fucecchio e avvistare gli animali in libertà da uno degli osservatori faunistici presenti nel Parco.

Bergiola Foscalina (Carrara)

bergiola
source: resistenzatoscana.it

L’Eccidio di Bergiola è un crimine contro l’umanità compiuto da soldati tedeschi delle SS il 16 settembre 1944. La rappresaglia dei tedeschi è scatenata da una fuciliata che uccide uno dei soldati e che si ritiene venga sparata dal paesino di Bergiola, presso il valico de La Foce e ai piedi delle Alpi Apuane: reagendo all’episodio, i tedeschi si blindano nel paese uccidendo 72 persone. I partigiani, accorsi sul posto per difendere il paese, arriveranno però troppo tardi. La strage è ricordata da un monumento nella piazza centrale.

Civitella (Arezzo)

Civitella
source: Carlo Tardani/flickr.com

A Civitella, nelle bellissima Val di Chiana in quello che sembra un pacifico e rilassante borgo toscano, il 29 giugno 1944 morirono per mano tedesca 244 persone. Molti gruppi partigiani erano attivi nella zona e fu uno scontro a fuoco tra loro e i tedeschi a dare avvio alla vendetta di questi ultimi. Tre squadroni nazisti, destinati ai 3 paesi di Cornia, San Pancrazio e Civitella, entrarono nelle case degli abitanti e nella chiesa di Civitella mentre si stava celebrando la messa; in quell’occasione tutti i fedeli furono uccisi, e con loro anche il parroco don Alcide Lazzeri (avrebbe potuto essere risparmiato, ma scelse di condividere lo sfortunato destino dei parrocchiani) a cui è oggi dedicata la piazza del paese.

Monte Sant’Angelo (Ancona)

monte sant'angelo
source: davide/flickr.com

63 persone, tra civili e partigiani, morirono nel comune di Arcevia per mano dei nazi-fascisti il 4 maggio 1944. Il paese sorge sull’Appennino umbro-marchigiano nell’alta valle del fiume Misa e qui, oltre a visitare il monumento ai Caduti, potrete fare piacevoli passeggiate fino alla cima del monte per ammirare il panorama fino ai Monti Sibillini e il Gran Sasso e scorgere il mare in lontananza.

Nola (Napoli)

Nola
source: Maria/flickr.com

Pur essendo tra le stragi più gravi compiute durante la seconda guerra mondiale nel Sud Italia, quello di Nola è un episodio della storia recente italiana troppo spesso dimenticato. 12 ufficiali e 4 civili vennero fucilati dai tedeschi tra il 10 e il 22 settembre 1943 nel primo eccidio consumatosi in Italia ad opera dei tedeschi non più alleati ma invasori, all’indomani dall’armistizio dell’8 settembre 1943.

Sant’Anna di Stazzema (Lucca)

sant'anna di stazzema
source: USAG Livorno PAO/flickr.com

All’alba del 12 agosto 1944,  quattro reparti delle SS entrarono nel paesino di Sant’Anna e lo circondarono. Gli uomini del paese, avvertito il pericolo, si rifugiarono nei boschi mentre le donne, i vecchi e i bambini, pensando di essere al sicuro in quanto civili indifesi, restarono nelle loro case. In poco più di tre ore invece vennero uccisi 560 civili, soprattutto bambini, donne e anziani. In seguito si stabilì che non si trattò di rappresaglia ma di un’azione terroristica per distruggere il paese e impedire qualsiasi collegamento dei civili con i partigiani. Oggi, il territorio di questa terribile strage è parte del Parco Nazionale della Pace, esteso sulle colline che delimitano il Paese; un Parco che prova ad unire ambiente naturale, storia e memoria e che si impegna a promuovere iniziative per una cultura della pace.

Napoli

monumento allo scugnizzo

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la città di Napoli reagì all’occupazione delle forze armate tedesche con decisione e fierezza, attraverso un’insurrezione popolare conosciuta come “le quattro giornate di Napoli”. Dal 27 al 30 settembre 1943 gli abitanti si ribellarono, spalleggiati dai militari del Regno del Sud, ai nazisti e riuscirono a liberarsi prima dell’arrivo degli alleati l’1 ottobre 1943. Tra tutte le grandi città europee, Napoli è stata la prima a reagire con coraggio e forza all’occupazione nazista. Il Monumento alle Quattro Giornate, più conosciuto come Monumento allo Scugnizzo napoletano, sorge lungo la Riviera di Chiaia nella Piazza della Repubblica.

Val Taro (Parma)

Val Taro
source: turismo Emilia Romagna/flickr.com

Importante per l’esistenza, in queste terre emiliane strette tra Liguria e Toscana, della Repubblica Partigiana della Valtaro, nata tra il giugno e luglio del ’44 con capoluogo il piccolo paese di Compiano. Se volete saperne di più su questo esperimento repubblicano, potete leggere il libro di Piero Pelizzari, Storia della più piccola capitale del mondo.

Folgaria (Trento)

folgaria carbonare
source: easytrentino.it

Folgaria, famosa località turistica estiva ed invernale vicina a Trento, non è conosciuta solo per lo sci e per la bellezza delle sue montagne ma anche per I fatti di Carbonare. E’ questo il nome dato all’episodio del 28 aprile 1945 in cui morirono 3 residenti e un soldato disertore tedesco nella località di Carbonare, uccisi da una colonna tedesca diretta verso Trento. Potrete visitare la piazza di fianco alla chiesa di Carbonare, denominata “Piazza 28 aprile”, in cui si trova un monumento commemorativo.

Castello Malaspina (Massa Carrara)

castello malaspina

Tristemente noto per la Strage delle Fosse del Frigido, ovvero la fucilazione di 159 prigionieri detenuti nel castello Malaspina di Massa tra il 10 e 16 settembre 1944. Il Castello fungeva negli anni di guerra da carcere cittadino e vi si trovavano soprattutto vecchi e malati, che non erano riusciti ad approfittare degli assalti partigiani per scappare, considerati dai tedeschi un intralcio nelle operazioni di sfollamento della popolazione di Massa verso Parma. Il Castello o Rocca Malaspina, di orgine medievale ma con tratti tipicamente rinascimentali, è interessante da visitare e regala una bella vista della costa fino a Livorno e sulla città di Massa.

Piazzale Loreto (Milano)

piazzale loreto

E’ il 10 agosto 1944 e in Piazzale Loreto, a Milano, 15 partigiani vengono fucilati da esponenti della RSI (Repubblica Sociale Italiana) per ordine del comando di sicurezza nazista. Si pensa che più che una rappresaglia l’atto fosse una deliberata azione terroristica per evitare rapporti e simpatie tra civili e partigiani. Meno di un anno dopo, nella stessa piazza venivano esposti i cadaveri di Mussolini, Claretta Petacci ed altre 15 persone.

  • Alessandro Iotti

    veramente un bellissimo post. I posti nella lunigiana e sugli appennini in generale sono molto affascinanti. Un saluto dal team di Fazland

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