Il blog di eDreams icon
Il blog di eDreams
  •   4 minuti di lettura

Oggi Domenico Antonacci, blogger di Amaraterra.com, ci racconta di uno dei carnevali più famosi del sud Italia, quello di Manfredonia, che insieme a quello di Putignano costituisce una dei maggiori eventi pugliesi di questo periodo.

carnevale manfredonia

E’ ormai accertato che il Carnevale trae le sue origini dalle feste dionisiache greche, poi imitate dai Romani con le feste saturnali. Tradizione vuole che nella comunità Sipontina (Siponto era l’antico nome della città a  dalla quale nacque Manfredonia) il 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, inizi il Carnevale. Nonostante il rigore di uno dei due mesi più freddi dell’inverno, dunque, i sipontini erano soliti mascherarsi già dal giorno di Sant’Antonio Abate. Come molte delle tradizioni anche il Carnevale di Manfredonia a partire dal dopoguerra ha subito molte trasformazioni.

carnevale manfredonia carriUna delle usanze del Carnevale di Manfredonia presenti fino a pochi anni fa era quella delle “socie”, una sorta di feste da ballo  al suono di una orchestrina per chi se lo poteva permettere, oppure di un grammofono o di un radio-giradischi. Durante le “socie” si praticava uno scambio di visite continue che durava per tutto il Carnevale. Prima di effettuare l’antico rito, il capogruppo si assicurava che tutte le maschere fossero accoppiate.

Gruppi di maschere, nel primo pomeriggio, si vestivano con costumi carnascialeschi dandosi appuntamento in un luogo stabilito per effettuare le scorribande per le vie principali della città, ritmando le loro corse con grida, tamburelli, castagnole e trombette. Le sartorie locali iniziavano a cucire nuovi costumi per il carnevale e a metterli in bella mostra insieme ai vecchi abiti carnevaleschi per venderli o per “fittarli” alle maschere che ne facevano richiesta.

Un tempo, su molti tetti delle case, era usanza mettere un “Ze pèppe”, il fantoccio della tradizione carnevalesca sipontina, seduto con le gambe penzolanti. Si posizionava il fantoccio di pezza, riempito di paglia con un fiasco in mano, in alto, per ricordare a tutti che era iniziato il carnevale e che il pupazzo  rappresentava “il Re del Carnevale”. Oggi, anche se le “socie” sono sparite dalla tradizione, resta ancora l’aspetto di socializzazione, facendo del Carnevale di Manfredonia un unicum su cui ragionare e non la riproposizione locale di una festa internazionale codificata.

carnevale manfredonia bambini

Spirito di competizione tra i gruppi, sano antagonismo che contribuisce da parti diverse ad accrescere la coesione verso la festa intesa come rappresentazione dell’intera città. Artigiani, volontari, pittori e scultori coreografi, costumisti. Altro che scherzo, satira e burla… qui è coinvolta l’intera città. I creatori e i produttori di carri con la loro vena satirica e burlesca prendono in giro il potere in ogni forma esso appaia.

Emerge anche la componente “estetica” che è presente in tutti gli aspetti del Carnevale di Manfredonia, oggi chiamato anche Carnevale Dauno e dichiarato dalla Regione Puglia “manifestazione di interesse regionale”.

footer logo
Fatto con per te