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  •   7 minuti di lettura

Viaggiare da sole. Per alcune donne un’abitudine ormai consolidata, per altre invece un’opzione da non prendere nemmeno in considerazione. Per María Calvo, madrileña di 36 anni, una scelta a lungo termine legata alla voglia di libertà, di scoperta e di conoscenza del mondo. Un viaggio attraverso i mille volti e sorprese del pianeta e dentro sé stessa, che dura ormai da 3 anni e che l’ha portata a visitare 17 paesi e a percorrere, con la giusta lentezza e apertura mentale, più di 160.000 km. Un lungo “pellegrinaggio” disseminato di ricordi e momenti intensi che sta forse per giungere al termine ma che continuerà per moltissimo tempo a marcare la memoria di Maria. Che, oggi, ci racconta la sua storia. Ecco l’intervista; attenzione perchè potrebbe farvi venire voglia di alzarvi dalla sedia del vostro ufficio e correre a casa a preparare lo zaino!

Maria calvo viaggio collage

Ciao María, puoi raccontarci brevemente chi sei, dove ti trovi e cosa stai facendo in questo momento della tua vita? 

Ciao! Ho 36 anni e sono economista di formazione e viaggiatrice per vocazione. Ora vi sto scrivendo dal Myanmar (l’antica Birmania), dove mi ha portato il mio particolare giro della terra. Alcuni anni fa decisi di provare a conoscere il mondo per conto mio, senza altre pretese che godermi ogni momento e scoprire culture diverse, ed è quello che sto ancora facendo.

Da quanto tempo stai viaggiando per il mondo e quali sono i paesi che hai visitato fino ad ora? Puoi darci alcuni dati concreti?  

maria nepal cenaSto viaggiando dall’estate del 2010, 3 anni che sembrano un sacco di tempo ma che in realtà sono passati volando. La mia mappa del mondo, che potete consultare nel mio blog, dice che ho già percorso circa 165.000 km, qualcosa come 4 volte la circonferenza della Terra. La verità è che viaggio piuttosto lentamente, perchè mi piace immergermi in profondità nell’essenza di ogni luogo che visito, per questo fino ad oggi ho avuto tempo di esplorare “solo” una piccola parte di 17 paesi: Perù, Ecuador, Colombia, Panamá, Costa Rica, Nicaragua, Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda, Australia, Indonesia, Malesia, Singapore, Vietnam, Myanmar, Egitto e Nepal. Parlando di città e paesi, non saprei dire la cifra esatta, ma considerando i post sul blog e la mappa, potrebbero essere più o meno 300 (in media, una destinazione nuova ogni 3 giorni).

Perchè hai deciso di partire? 

Ho sempre avuto l’intenzione di viaggiare in un modo diverso, con più tempo e calma. Purtroppo, l’opzione di prendermi qualche settimana extra di vacanza non retribuita o di approfittare del cambio di lavoro per partire non è mai andata in porto. Perciò, arrivò il momento in cui mi resi conto che o decidevo di lanciarmi oppure non sarei mai riuscita a realizzare questo sogno. E’ allora che ho riempito lo zaino e me ne sono andata. All’inizio pensavo di stare fuori per un anno, ma quando arrivò il momento di tornare mi mancava ancora così tanto da fare e vedere e l’avventura mi aveva coinvolto così profondamente (e le spese erano molto meno di quelle che pensavo!), che decisi di continuare lungo il cammino che sto ancora percorrendo.

everest stelle

 Cos’è che ti piace di meno dello stile di vita occidentale e, dall’altro lato, cos’è che ti manca di più?

Potrei citare parecchie cose che non mi piacciono troppo dello stile di vita occidentale; per cominciare, ho sempre pensato che passare 8 ore al giorno chiusa in un ufficio davanti a un computer fosse una gran perdita di tempo. La tecnologia ha fatto passi da gigante, ma ancora si esige da noi lo stesso orario di lavoro fisso di quando si scriveva a macchina e per fare i conti si usavano le calcolatrici. Inoltre, non mi piace il consumismo eccessivo che si è impossessato delle nostre vite e che ci porta a volere il cellulare ultimo modello, i vestiti di una o altra marca e l’auto più veloce. Tutto questo mi risulta tanto più assurdo quando visito paesi in cui la gente non possiede praticamente nulla, ma sorride alla vita e non fa fatica a condividere il poco che ha.

indonesia

Quello che più mi manca, a parte la mia famiglia e i miei amici (che sono parte del mio personale mondo occidentale), è poter aprire il rubinetto e bere l’acqua. Anche le docce calde occupano una delle prime posizioni di questa lista! Insomma, piccole cose che rendono la vita più semplice nella nostra parte del mondo.

C’è un’esperienza, una persona, un luogo che è rimasto specialmente nei tuoi ricordi da quando hai iniziato a viaggiare? 

Ci sono così tanti momenti e persone che mi hanno colpito, che non so se ci sia lo spazio sufficiente nell’intervista per parlare di tutto…In generale, quello che mi ha sorpreso di più è stata la generosità della gente. In tutti i paesi sono sempre stata trattata benissimo e c’è sempre stato qualcuno disposto ad aiutarmi in un modo o nell’altro. Sarebbe impossibile nominare tutte le persone che si sono offerte di portarmi da un posto all’altro, che mi hanno invitato a una chiacchierata davanti a un thè o a mangiare con loro. In poche parole, questo viaggio ha rafforzato la mia fiducia nella bontà della razza umana. 

maria egitto

Uno dei momenti più interessanti del mio viaggio è stato nell’oasi di Bahariya in Egitto, dove una famiglia mi ha invitato a cena e ho condiviso cibo con le 2 donne del partriarca, le sue 3 figlie, 2 nuore e 3 bambini (uomini e donne mangiano separati). Solo una delle figlie parlava un pochettino di inglese, ma questo non ha impedito di godersi la festa preparata per me. Abbiamo mangiato tutte per terra, attingendo dai piatti comuni (anche se a me mettevano sempre da parte una grande porzione!) e ogni volta che finivo quello che avevo nel piatto me lo riempivano di nuovo, scompisciandosi dal ridere davanti alle mie proteste. Le ragazze più giovani erano affascinate dai miei capelli corti, l’assenza di un marito e il fatto che viaggiassi sola. Per rimediare a questo “inconveniente” mi regalarono degli orecchini. E, dopo l’abbondante cena tutte a ballare la danza del ventre. Ma la sorpresa più grande della serata è arrivata al momento di andarsene, quando le ragazze ventenni sono scomparse dietro i loro burka. Certo che avevo già visto donne vestite di nero da cima a fondo, ma la trasformazione di queste persone con cui avevo appena finito di ridere e ballare mi ha colpito particolarmente!

 maria everest 1Tutti i luoghi che ho visitato mi sono sembrati speciali, ma se devo sceglierne alcuni sono i panormai dell’Everest dalla cima Kala Patthar, a 5.550 metri di altezza, in Nepal; le rovine di Choquequirao in Perú, che si raggiungono con una camminata di 2 giorni (più un altro per il ritorno) e che non hanno nulla da invidiare a Machu Picchu; il Circolo Polare Artico, nella tundra dove non cresce assolutamente nulla; l’arcipelago di San Blas a Panamá, una specie di paradiso nei Caraibi; i templi di Abu Simbel in Egitto, visitati completamente sola… insomma, la lista è piuttosto lunga!

alaska

san blas

Un altro aspetto che ricorderò sempre sono gli incontri con gli animali selvatici; balene che saltano vicino alla nostra barca in Ecuador; avvistare un puma nella foresta in costa Rica; immergermi con gli squali balena in Australia; salire sul dorso di un immenso elefante in Nepal; vedere impressionanti orangotango a Sumatra; una manta gigante a Panamá; orsi grizzli in Alaska…anche se devo ammettere che in alcuni momenti mi sono anche spaventata, come quando accampata nel Parco Naturale di Yellowstone negli Stati Uniti, al sentire un rumore fuori dalla tenda e accostandomi alla piccola finestrella, ho visto una gran macchia marrone. Erano 3 bisonti immensi passaggiando a 2 metri dalla mia porta! O quando una mattina in Alaska mi sono trovata davanti un orso bruno camminando verso il bagno del camping. Per fortuna, l’animale si stava intrattenendo con un salmone, visto che io non avevo con me lo spray anti orso!

maria ecuador

orango

Hai un blog dove racconti tutte le tue avventure, Gacela por el mundo. Puoi parlarci un po’ di questo progetto? 

All’inizio cominciai a scrivere il blog principalmente per la mia famiglia e amici. Soprattutto per evitare di dover passare molto tempo scrivendo mail simili a tutto il mondo. Oggi, il blog continua ad avere questa funzione, ma mi sono resa conto che anche per me è utile tenere un diario digitale dei miei viaggi.

Consiglieresti questa esperienza (viaggiare sola per molto tempo) ad altre persone? Quali sono i consigli che puoi dare ad altre donne che vogliano partire sole per un lungo viaggio?

Credo che viaggiare sia sempre un’esperienza positiva, ma farlo a lungo e da sola arricchisce ancora di più. Da una parte, sei più aperta a ciò che succede intorno a te e non hai la fretta di dover visitare tutto in 2 settimane, potendoti fermare a parlare con i locali e approfondire la cultura e l’organizzazione sociale dei paesi che visiti. Dall’altra, la gente ti tratta in modo diverso quando sei sola. Non so se per il fatto di essere donna, ma ho sempre avuto la sensazione che tutti cercassero di prendersi cura di me in qualche modo, sia che fosse per aiutarmi a fermare l’autobus giusto o per dirmi in quali quartieri non addentrarmi sola.

myanmar

Il principale consiglio che darei a donne che vogliono viaggiare sole è di lanciarsi e godersi l’esperienza. In generale, il mondo è pieno di persone, quindi non sarete mai sole a meno che non lo scegliate voi. In ogni caso, tutto è molto più semplice di quello che sembra da casa.

Qual’è, più o meno, il budget da considerare per un viaggio così lungo?

E’ difficile definire una cifra, perchè molto dipende dai paesi che si hanno intenzione di visitare e dal livello di comodità voluto. Nel mio caso concreto, ho cercato di compensare tra paesi economici e più cari (ho passato quasi un anno in paesi sviluppati) e in totale ho speso circa 30.000 euro. Si può viaggiare per meno o per molto di più…

Pianifichi con anticipo i tuoi spostamenti o li decidi all’ultimo momento? 

Normalmente non decido quasi mai in anticipo, tranne quando devo prendere un aereo o richiedere un visto. Per quanto mi riguarda, la cosa migliore è lasciarsi trasportare dagli eventi, perchè ci sono sempre motivi per cambiare i propri piani; un luogo che ti sorprende e dove vuoi fermarti più tempo, qualcuno che ti fa una raccomandazione, piogge torrenziali che ti costringono a fuggire, un gruppo a cui decidi di unirti…

Come ti muovi per i tuoi spostamenti?

rickshawSe la destinazione è lontana, compro un biglietto aereo (all’incirca tra un mese e 15 giorni prima è di solito un tempo sufficiente per trovare buoni prezzi senza dover pianificare troppo), altrimenti utilizzo qualsiasi mezzo di trasporto disponibile. Credo di averli provati quasi tutti in questi anni: asini, moto-taxi, autobus di lusso e altri che cadevano a pezzi, rickshaw, furgoni di tutte le dimensioni e colori, barche grandi e piccole…

Hai qualche trucco per risparmiare?

In generale, quanto più piano si viaggia, più risulta economico. Un po’ perchè spendi meno in trasporti e puoi ottenere migliori prezzi per l’alloggio, un po’ perchè hai tempo per conoscere i costi locali e scoprire come visitare le attrazioni per conto tuo. Riguardo a cose più concrete: limitare il consumo di alcool (che in alcuni paesi è piuttosto caro), mangiare nei mercati locali e nei chioschi per strada, viaggiare su strada e non in aereo e utilizzare il trasporto pubblico.

Quali sono i tuoi piani per il futuro? 

Anche se ancora non so se sia un bene o un male, torno in Spagna tra un paio di mesi e la mia idea è quella di approfittare di tutto quello che ho appreso in questi anni per aiutare altre persone a conoscere il mondo. Vorrei creare una pagina web con informazioni utili e pratiche per viaggiare e, in più, offrire servizi personalizzati per chi abbia bisogno di un aiuto extra per pianificare i propri viaggi.

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In bocca al lupo!

 

One response to “Da 3 anni in giro per il mondo da sola: la storia di María

  1. si ma quanto mi costa questo stile di vita? Viaggiare per 3 anni di fila senza lavorare? bello si, ma per noi comuni mortali mi sembra impossibile : io lavoro da parecchi anni , ho fatto diversi viaggi ma a 30000 euro non riesco ancora ad arrivarci.

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