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Il blog di eDreams
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Girovagate

Sito: www.girovagate.com  –  Twitter: @girovagate

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Alessandro di @girovagate

Alessandro, com’è cambiata la tua vita da quando viaggi anche per lavoro? Ti ha aiutato a guardare il mondo in modo diverso?

Poche altre “attività” aprono la mente come viaggiare. E’ una banalità ma è una sacrosanta verità. I viaggi hanno sempre fatto parte dalla mia vita però prima erano più voli di fantasia e si fermavano spesso alla lettura degli scrittori che mi scaldavano il cuore, primo su tutti il mio conterraneo Tiziano Terzani. Poi sono diventati parte integrante del mio quotidiano e adesso non riuscirei proprio a immaginarmi di stare fermo per settimane senza esplorare nuovi posti, assaggiare sapori diversi o semplicemente mettermi davanti alla mappa di una città o di un territorio e pianificare a grandi linee i miei spostamenti. Da quando viaggio più spesso la mia innata timidezza si sta mano a mano sgretolando, riesco più facilmente a entrare in contatto con le persone, dialogarci e scambiare punti di vista; soprattutto guardo alle difficoltà quotidiane in un’ottica diversa, forse inquadrandole nella loro dimensione più consona.

Quando decidi di intraprendere un viaggio, quali sono gli step che segui per organizzare l’esperienza?

Sono una persona estremamente curiosa e mi piace approfondire tutto quello che accende dentro di me una scintilla. Quando scelgo una meta di solito ho una idea in testa abbastanza precisa su quello che potrebbe interessarmi e per prima cosa penso al periodo in cui partire. Il passo successivo è prenotare il volo e l’alloggio; una volta messi questi due punti fermi, mi dedico alla lettura… di blog, guide turistiche, articoli sul web che parlano della mia destinazione. E chiedo consigli ad amici che hanno già fatto l’esperienza. L’ultimo step è la preparazione di un canovaccio del viaggio: scrivo a grandi linee quello che dovrei fare giorno per giorno ma senza essere troppo preciso perchè so benissimo che ogni volta il “programma” viene sconvolto. Anche se mi documento molto prima della partenza esiste sempre qualche imprevisto e la maggior parte delle volte è un elemento che arricchisce il viaggio e lo rende anche un po’ più avventuroso.

In che momento o occasione hai sentito la “vocazione” a diventare travel blogger e quali sono stati i primi passi per arrivare dove sei ora?

E’ successo tutto per caso, quasi senza che me ne accorgessi. Ho aperto il blog nel 2007 senza sapere cosa fosse di preciso e nei primi anni l’ho utilizzato come una specie di archivio di foto e di piccoli diari di viaggio. Gli articoli aumentavano di numero, anche i lettori, ed insieme con loro arrivavano le mail con domande e curiosità su come organizzavo i miei viaggi. Piano piano ho scoperto che i viaggiatori hanno un elemento in comune, che si può tradurre superficialmente nella voglia di parlare di quel che hanno visto. In realtà non è solo quello, è la necessità di condividere le emozioni e le informazioni, il desiderio di rendere partecipi gli altri del bello che ci circonda.

Non partiresti mai senza…

La mia compagna Sara e la mia reflex (in questo ordine, per evitare incidenti diplomatici!) Un viaggio senza di lei (e senza fotografie) mi sembrerebbe non pienamente vissuto, soprattutto riassaporandolo una volta tornato a casa. In questi ultimi anni sono diventati compagni inseparabili anche i vari smartphone, tablet e tutto l’armamentario tipico del blogger, compreso il mio indistruttibile netbook su cui mi piace scrivere le prime impressioni a caldo. Potrebbe sembrare una specie di schiavitù quella di non staccare mai la spina ed essere sempre collegati a internet (quando è possibile) per quel che mi succede in viaggio, ma non è così. “La felicità è vera solo se condivisa” (Christopher McCandless), ecco, io ci credo veramente.

Volo Gratis

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Andrea di @vologratis

Andrea, com’è cambiata la tua vita da quando viaggi anche per lavoro? Ti ha aiutato a guardare il mondo in modo diverso?

Da quando ho aperto il blog ho iniziato a viaggiare di più. VoloGratis.org mi ha fatto conoscere tantissimi viaggiatori che con le loro storie mi hanno incuriosito e dato la carica per intraprendere nuovi viaggi in posti che prima nemmeno consideravo. Viaggiare abbatte i pregiudizi, aiuta a conoscere nuove culture, soddisfa la mia curiosità e mi fa apprezzare sia i luoghi che visito sia il luogo in cui vivo. Io dico sempre che è bello viaggiare, ma è anche bello tornare a casa.

Quando decidi di intraprendere un viaggio, quali sono gli step che segui per organizzare l’esperienza?

La prima cosa che faccio è quella di spulciare per bene il sito web dell’ente del turismo del Paese che visiterò, poi acquisto una guida cartacea, e infine leggo sul web le esperienze degli altri viaggiatori. Quello che mi interessa in fase di organizzazione sono gli aspetti informativi come suggerimenti sugli hotel, su come raggiungere il centro dall’aeroporto, sui luoghi da visitare e sui ristoranti in cui mangiare. Mi piace arrivare preparato anche se poi spesso capita l’imprevisto e mi ritrovo in posti che non mi ero appuntato. Ma credo che anche l’imprevisto renda il viaggio interessante.

In che momento o occasione hai sentito la “vocazione” a diventare travel blogger e quali sono stati i primi passi per arrivare dove sei ora?

E’ nato tutto per gioco. Un bel giorno – stanco di fare il giro di telefonate e di sms (nel 2009 whatsapp ancora non c’era) ad amici e parenti ogni volta che trovavo voli a € 1 o hotel a € 10 – ho deciso di aprire una bacheca virtuale dove condividere consigli e suggerimenti per viaggiare low cost e dove raccontare i miei viaggi.
Da quel giorno poi ci ho preso gusto e ora non riuscirei a stare senza il mio blog che curo come fosse il mio bimbo.

Non partiresti mai senza…

Non partirei mai senza macchina fotografica, per me tornare a casa senza foto è come tornare a casa senza ricordi.

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